More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  ♣۞♥ KONTATTI♥KORSARI ♥۞♣ProfileFriendsBlogMore Tools Explore the Spaces community

Abbiamo i palinsesti

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic

 Abbiamo i palinsesti di Marco Travaglio

 
Due notizie, una buona e una cattiva. La buona: ancora pochi giorni e il Pd avrà 3 televisioni (la dalemiana «Red» e la veltroniana «Youdem», oltre a Rai3). Che non sono ancora le 5 di Berlusconi, ma sono già qualcosa.

La cattiva: i palinsesti di entrambe sono stati trafugati a fine luglio dai ladri nella villa affittata da Veltroni a Sabaudia. Poi i topi d’appartamento han tentato di piazzarli a tutti i ricettatori del giro, senza trovarne uno solo interessato all’articolo.
Così li han gettati in un cassonetto dove noi, sfidando l’ordinanza Alemanno, li abbiamo recuperati per offrirli ai lettori dell´Unità in esclusiva mondiale. La veltroniana «Youdem» (acronimo di Yes Obama United in Dialog e Mutism) ha come logo la figurina Panini di Pizzaballa e si propone di educare il popolo della sinistra al dialogo con Berlusconi. I programmi si aprono con Saranno fumosi, a cura di Bettini, Realacci e Cerami.
Schivo come sempre, Veltroni andrà in onda in prima serata, ma solo il sabato e la domenica, dagli studi di Sabaudia, col varietà bilingue Yes Week End. Ma pare abbia già in serbo, per le elezioni europee, un grande exploit all’americana: Loft, la risposta italiana a Lost. Grande attesa per gli appuntamenti con la tv verità: RiforMissing, variante riformista di Chi l’ha visto?, organizzerà le ricerche dei neoeletti del Pd provenienti dalla «società civile» e misteriosamente inabissatisi in Parlamento: si parte con Calearo, Daniela Cardinale e il generale Del Vecchio, per proseguire coi due terzi del governo-ombra. La Madia, miracolosamente recuperata in pieno oceano da Piero e Alberto
Angela in perlustrazione, racconterà la sua drammatica esperienza nella serie La fossa delle Marianne. Colaninno jr., a lungo dimenticato in un ripostiglio del Loft, verrà rispolverato e riattato per una nuova edizione di Don Matteo, che indaga sulla cordata Alitalia capitanata dal padre Roberto. A notte fonda, per Fuori Orario-Cose mai viste, vecchi spezzoni di Veltroni che esalta l’Ulivo, denuncia il conflitto d’interessi e cita la questione morale.
L’emittente dalemiana «Red» (acronimo di Ritorno e Distruggo, o di Riformismo Estrema Destra) ha come logo una barca a vela coi baffi e si propone - in contrapposizione con Red - di educare il popolo della sinistra al dialogo con Berlusconi. Nasce dalle ceneri di una tv satellitare il cui nome evoca il numero dei firmatari della petizione «Salva l’Italia» auspicati da D’Alema: «Nessuno». E Il mio nome è Nessuno sarà anche una delle rubrica più attese, a cura di Polito El Drito e Stefano Menichini: già allertata la Protezione civile per arginare l’afflusso dei fans all’arrivo della coppia negli studi.
Per le famiglie, a grande richiesta, torna La signora in giallo: Livia Turco reduce dal parrucchiere. Reduci dai trionfi in Sicilia e a Roma, Anna Finocchiaro e Francesco Rutelli ridanno vita al celebre gioco a premi Signori, il fiasco è servito. Molto attesi i programmi musicali del dj Bobo Craxi (musiche di evasione) e Pierluigi Bersani: dopo l’annunciata intervista col suo idolo Vasco Rossi, l’ex ministro sarà alle prese con un gruppo di tassinari romani suoi sfegatati ammiratori, che tentano di arrotarlo sulle strisce. Piero Fassino e Anna Serafini festeggiano le nozze di platino in Parlamento (11 legislature in due) con la sit-com Il gioco delle coppie. Sigla iniziale Oak Fund (di Tavaroli-Cip-Ciop), sigla finale Che fretta c’era, maledetto Tronchetti Provera (di D’Avanzo-Tavaroli).
In prima serata il programma di punta: Il commissario Max, una serie italo-pugliese in cui un tizio in barca a vela infila naufragio via l’altro, precipita financo da un gommone, ma passa sempre per molto intelligente.
Seguirà Ikarus, primo esperimento di talk show sociale che denuncia i drammi del precariato nel duro mondo degli skipper. Per il genere horror, Consorte, Latorre, Fiorani e Ricucci nel classico La banca dei quattro. Molto attese le rubriche Gli Insaccàti, con Curzi, Minoli e Saccà, e Neri per caso, con la nuova coppia Amato & Alemanno.
Luciano Violante, dopo le aperture sulla giustizia che hanno scavalcato a destra Ghedini e Alfano, canterà con i Camaleonti e curerà un programma sui lifting dal titolo arboriano: Violante1 a Violante2. Invitato a partecipare con un programma tutto suo, Antonio Bassolino ha cortesemente declinato: «Spiacente, ma ho già firmato l’esclusiva con Mediaset per una fiction sul miracolo napoletano». Titolo provvisorio: Il Ritorno di Er Monnezza.
 
continua su Antimafia Duemila
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
     
 
“I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’
sterminata di reati,
che io enuncio solo moralmente: indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico,
intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia,
alto tradimento in favore di una nazione straniera,
collaborazione con la Cia, uso illecito di servizi segreti, responsabilita’ nelle stragi..
responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani…” 
Pier Paolo Pasolini
(1975)
 
 
 
I deboli non combattono
quelli più forti lottano forse per un ora
quelli ancora più forti lottano per molti anni
ma quelli fortissimi lottano per tutta una vita
Costoro sono indispensabili
(Berltod Brecht)
 
 
 Image and video hosting by TinyPic
 
 L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità
 
 incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo
 
prestarsi in qualche modo a contribuire
 
a questa marcescenza è, ora, il fascismo.

(Pier Paolo Pasolini) 


 

 

    
     

Non vi e’ dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai

nessun mezzo di informazione al mondo.

Il giornale fascista e le scritte su

cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere.

Il fascismo non e’ stato

sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire

l'anima del popolo italiano:

il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione,


non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.

(Pier Paolo Pasolini)

 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

L'inchiesta sui voti pilotati a Dell'Utri

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
  
 

Aggiornamento su una delle inchieste che riguardano il politico in carica Marcello Dell’Utri.
Aldo Micicché, consigliere provinciale democristiano a Roma negli anni ‘80, condannato a 25 anni di galera per truffa e bancarotta, vive in Venezuela. E’ ricercato poiché è considerato il ponte fra la ‘ndragheta calabrese e i partiti. Amico sia di Clemente Mastella, che di Marcello Dell’Utri, Micicché tentava di far revocare o attenuare il 41 bis del cosiddetto carcere duro, cui è sottoposto Pino Piromalli, il capo della famiglia più potente della piana di Gioia Tauro, tentativo fallito per la caduta anzitempo del governo Prodi.
Per contattare l’ex guardasigilli ceppalonico (terrorizzato dalle intercettazioni) Micicché, da Caracas, ci arrivava per vie traverse, tramite l’appoggio di un telefono interno alla regione Campania usato da Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministro, di cui agli atti c’è un colloquio diretto proprio con Micicché.
Per raggiungere l’ex presidente del Senato Franco Marini, Micicché si avvaleva di un collaboratore in Abruzzo. Per interloquire con Mario Tassone, ex vicepresidente della commissione antimafia dell’Udc, Micicché poteva contare sull’appoggio del sindaco di Gioia Tauro, mentre i rapporti col “compare” senatore a vita Emilio Colombo erano diretti. Questo quanto emerge dalle intercettazioni dai magistrati.

Sono le 22 del 2 dicembre del 2007 quando Marcello Dell’Utri chiama Aldo Micicché, il quale spiega al senatore berlusconiano che, sia in Calabria che a Milano e Varese, è in grado di controllare pacchetti di voti.
I 2 parlano di affari di petrolio che riguardano lo stesso Micicché, un avvocato di Genova e Totò Piromalli, che con Gioacchino Arcidiaco e altre 20 persone sono rinchiusi in carcere dal 23 luglio scorso e anche di azioni da intestare al figlio di Dell’Utri, Marco, intento ad organizzarsi per trascorrere le vacanze natalizie proprio a Caracas.
Per le elezioni Dell’Utri viene invitato da Micicché a chiamare l’avvocato eurodeputato Armando Veneto, che nel 1979 tenne l’orazione funebre sulla salma di Mommo Piromalli, suo cliente capostipite del clan. In caso di candidatura sarebbe in grado di garantirgli 40 mila voti nella sola provincia di Reggio Calabria. Dell’Utri risponde “questo è importante”.
La mattina di quello stesso 2 dicembre, Dell’Utri, su presentazione di Micicché, aveva ricevuto a Milano 2 elementi della ‘ndragheta interessati a far ottenere a Totò Piromalli un passaporto da console onorario per garantirgli “immunità”. Sarà lo stesso Micicché a ricordarglielo per telefono: “Quelli che gli possono dare la copertura completa, le nostre cose sono segrete ricordatelo, sono persone che tu hai ricevuto, mi hai capito o no?”.

Il 3 dicembre Dell’Utri chiama Gioachino Arcidiaco, già nel mirino dei pm per traffico di droga, per affidargli il compito di aprire alcuni circoli di buon governo a Gioia Tauro e altri posti.
Nel marzo 2008 Micicché rivela ai complici di avere un certo potere sui voti all’estero, e di consegnare il curriculum della fidanzata di Arcidiaco all’inconsapevole Barbara Contini, candidata Pdl in Campania in visita a Caracas. Il curriculum di Arcidiaco, che nel frattempo ha ottenuto una casa dal comune di Milano pur essendo senza lavoro, viene inviato a Marcello Dell’Utri “la carta grossa” così definito da Micicché a Lorenzo Arcidiaco.
In quello stesso periodo Totò Piromalli parla con un sindacalista lombardo che controlla 10 mila voti. Il progetto è di farli confluire nel Pdl.
A 10 giorni dalle elezioni, Dell’Utri dice ad Arcidiaco “se volete ci vediamo a Roma”. Quest’ultimo rivela a Micicché “Immaginavo, io comunque gli ho chiesto in maniera ufficiale di dirottarmi un pochino di situazioni (voti) E il ragionamento lo sto facendo pure in Calabria”.
La ‘ndragheta si è assicurata un po’ di amici in Parlamento, intanto Dell’Utri giura di non sapere nulla del peso criminale di Micicché. L’inchiesta sui Piromalli è in corso.

La vicenda riassunta così è stata tratta da un articolo di Peter Gomez pubblicato su L’Espresso.

continua sul blog di Daniele Martinelli
 
 
  
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

La televisione influenza direttamente e indirettamente il nostro pensiero!

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
 
   

La televisione influenza direttamente e indirettamente il nostro pensiero!

Edu-Blob-Educationals:

Ovvero Analisi degli elettori medi di Forza Italia(P.d.L.).


Piero Ignazi,politolog,Prof.Universitatio,parla dell’elettorato di Forza Italia(P.d.L) ospite di Corrado Augias a"Le Storie diario italiano RAI 3" appuntamento di e con la politica, la cultura"

Prof":La maggior parte degli elettori di Forza Italia……intervine e interrompe Corrado Augias,il Prof continua:

Non dico una cosa gravissima,affermo solo quello che le analisi elettorali condotte da Insigni ricercatori….(interruzione)
"Le ricerche sono state effettuate nel 2001 e nel 2006, confermando dati lettorali del 1996.
L’ importante risultato del 2001 ,dimostro’ (anche. n.d.r.) che in effetti l’elettorato di F.I. NON è quel che si immagina,"borghesia produttiva Lombarda" o altre tipologie simili a questo genere.Al contrario,LA LAGGIOR PARTE dei votanti sono perspone con SCARSO LIVELLO DI ISTRUZIONE,nella fascia piu elevata,o nella fascia che va fra i piu giovani,18/24 anni.
Persone con titolo di studio medio o medio basso e sopratutto persone,disinteressate e disinformate sostanzialme della politica e che attingono le loro informazioni PREVALENTEMENTE dalla televisione (commericale)e sopratutto ANZI nella stragrande maggioranza utenti DELLE TRE RETI MEDIASET e se posso aggiungere LA VARIABILE ESPLICATIVA piu forte,per capire il comportamento di voto per Forza Italia è la fruizione dei canali televisivi,se sono MEDIASET il voto va a F.I.(P.D.L.)

NON AVEVAMO DUBBI,NESSUNO,NEMMENO UNO,NEANCHE PER SBAGLIO

La televisione influenza direttamente E INDIRETTAMENTE(pubblicita’ subliminale)il voto?HAI VOGLIA,ECCOME,LA FAMIGLIA MEDIASET LO SA BENE…..Questa sera intorno alle h.21,su Rai tre va in onda "vacanze d’italia"NON è un film è un’inchiesta che VI consiglio,non rincoglionite dietro i canali mediaset -Seguendo questo tipo di programmi si puo’ AVERE qualche informazione di quel che accade intorno a noi
di e continua su Gabrybabelle -was-wrote

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

La ricostituente

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
  
 
«Cari ragazzi, da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra dell'Istruzione (un bell'applauso all'on. prof. Mariastella Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri Costituenti.

Ve la racconto in poche parole, poi la esamineremo articolo per articolo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce il dovere della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche, condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o potenti che siano. Se uno viola la legge, ne risponde alla Giustizia, foss’anche il capo del Governo. La Repubblica è una e indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o secessioni. Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l'arte e la scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al Governo o al Parlamento. La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di asilo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per dire, non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Iraq o Afghanistan. La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai ministri. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con disciplina e onore (il che esclude imputati, condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali. È lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Dunque se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della carica, la responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla Giustizia ordinaria. Cioè, se il Parlamento dà il via libera, devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per concorso pubblico. Vietate lottizzazioni, favoritismi e sopra- tutto conflitti d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pm ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (che è obbligatoria, non discrezionale). La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso il Csm. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non ottengono i due terzi dei voti, sono sotto- poste al referendum popolare confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto partito fascista. Tutto chiaro, ragazzi? Domande?». Voce dal fondo dell'aula: «Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando?». continua su Antimafia Duemila
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

Scandalo rifiuti in Campania: lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
   
 
lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga
di Prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia,
Università di Napoli Federico II

L’informazione diffusa dai mass media circa l’emergenza-scandalo rifiuti ha fatto credere ai cittadini italiani che il problema sia causato dalla inciviltà dei campani e dall’incapacità degli amministratori locali condizionati dalla malavita organizzata e che solo negli ultimi mesi, grazie al governo di centro destra, è finalmente intervenuto lo Stato che in pochi giorni ha efficacemente avviato la risoluzione dell’annoso problema imponendo la costruzione di inceneritori e discariche. Gran parte degli italiani, stanchi di subire gli effetti delle immagini negative degne di un paese sottosviluppato immerso, in parte, nell’immondizia, crede a questa versione mediatica. Le cose non stanno così.

In realtà, l’emergenza rifiuti è un’invenzione governativa di 14 anni fa! Non ho sbagliato! Lo Stato Italiano è stato l’artefice principale di quanto avvenuto in Campania, certo con il sostegno di persone che hanno rappresentato e tuttora rappresentano le Istituzioni locali, con l’indifferenza “omertosa” di persone elette dai cittadini, con la distrazione e incredulità dei cittadini stessi che hanno stentato a comprendere il progetto ben coperto giuridicamente che ha trasformato la Campania in terra da depredare spietatamente.

Complimenti a coloro che hanno avuto la “criminogena” ispirazione iniziale di avviare l’operazione “Emergenza rifiuti in Campania” protetta giuridicamente dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”) in quanto basata sulla continua persistenza dello “Stato di emergenza”, ritenuto irrisolvibile in quanto causato dalla ingovernabilità dei campani condizionati dalla malavita organizzata, che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno (espressione di maggioranze partitiche diverse) a ricorrere sistematicamente al “potere di ordinanza” avvalendosi di “commissari delegati” ai quali sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti.

Questo “peccato originale” è consentito anche dal fatto che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio e del Commissario di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti che iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infatti solo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può deliberare lo stato di emergenza.

Riflettendo scientificamente su quanto accaduto, appare strano che lo Stato Italiano in 14 anni non sia riuscito a risolvere la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Si prospettano due soluzioni. Una prima soluzione, buonista, impone di credere che per 14 anni lo Stato Italiano, impiegando poteri speciali, non sia riuscito a risolvere il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania. Ciò sarebbe stato possibile solo se i poteri speciali fossero stati sistematicamente attribuiti da Presidenti del Consiglio dei Ministri incapaci di controllare l’operato delle persone, di loro fiducia, rivelatesi sempre assolutamente non idonee a risolvere l’emergenza rifiuti.

Un’altra soluzione, sconcertante, si basa sulla possibilità che si sia fatto un malizioso e improprio uso della legge 225 per ottenere benefici a scapito dei cittadini campani. In particolare sarebbe stato artatamente mantenuto in vita uno stato di emergenza con la conseguente necessità di intervenire con poteri speciali, spendendo risorse finanziarie pubbliche in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie che regolamentano la spesa pubblica; in altre parole se un sindaco avesse speso i soldi pubblici come hanno fatto finora i vari Commissari di Governo, senza la loro copertura giuridica speciale, sarebbe stato immediatamente perseguito dalla magistratura e irrimediabilmente condannato per il reato.

Varie indagini della magistratura hanno evidenziato che sotto la protezione del Commissariato di Governo sarebbero stati commessi vari abusi e attività non lecite come si evince dal processo in corso contro 28 imputati, tra cui ex vertici Impregilo e del Commissariato e il governatore Antonio Bassolino; vari alti funzionari del Commissariato sono stati interessati dall’attività della magistratura. I Commissari di Governo nominati direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri di turno hanno sempre rappresentato direttamente lo Stato Italiano.

Si può dire che lo Stato ha agito male, nel senso che ha consentito la realizzazione di interventi che nonostante le ingenti somme spese non si sono rivelati idonei a risolvere l’emergenza rifiuti anzi, l’hanno sapientemente mantenuta viva e vegeta per non chiudere il lucroso “Pozzo di San Patrizio” rappresentato dal potere speciale che consente di spendere grandi quantità di soldi pubblici in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie. Non si può certo affermare che lo Stato Italiano sia stato assente nell’emergenza-scandalo rifiuti in Campania. A questo punto è lecito chiedersi: “ma quale Stato Italiano è stato ed è presente in Campania?”. Finora si è caratterizzato per favorire e proteggere coloro che hanno speso disinvoltamente i soldi pubblici e coloro che hanno realizzato interventi non idonei a risolvere lo scandalo rifiuti danneggiando le risorse ambientali e idriche e con esse l’assetto socio-economico regionale.

Si è distinto anche per avere fatto credere agli italiani che l’emergenza rifiuti è solo un problema campano dove amministratori incapaci governano cittadini sporchi e cattivi e per di più sottomessi alla malavita organizzata. A simili cittadini devono essere imposti dallo Stato, solo con la forza e le botte, gli interventi per salvare la faccia anche al resto dell’Italia. Anche se lo scandalo rifiuti non si chiude, anche se gli interventi non sono adeguati, anche se i cittadini hanno ragione a protestare contro opere pericolose per la salute e l’ambiente, è importante divulgare un’immagine di efficientismo governativo militarizzato e nel frattempo continuare a usare i poteri speciali. Tanto pagano i cittadini, anche quelli campani (praticamente “cornuti e mazziati”), per sostenere le sorti finanziarie delle lobbies parassitarie.

 
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

I 100 giorni di Napoleone (governo Berlusconi)

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
 
  
 
 
Il pugile suonato che sa di essere destinato a finire al tappeto prima della fine del terzo round generalmente batte i pugni sul petto, sbraita e fa la faccia cattiva, per esorcizzare la paura che gli fiacca le gambe e gli accorcia il fiato. Proprio come pugili suonati Silvio Berlusconi e l’Armata Brancaleone che compone il suo governo, gonfiano i muscoli, costruiscono vittorie immaginarie e ostentano ottimismo fuori luogo per dissimulare la realtà che parla di un Paese ormai ridotto allo stato di malato terminale, al quale il cerusico di turno tenta di somministrare l’ennesimo placebo, urlando a squarciagola che grazie a quell’intruglio il malato si rialzerà e fra pochi giorni sarà pronto per correre la maratona.

Il penoso teatrino mediatico portato avanti in questi giorni a cavallo del Ferragosto, prendendo spunto da un ridicolo articolo comparso sul settimanale americano Newsweek, dal titolo “miracolo in 100 giorni” e scritto in tutta evidenza da un giornalista la cui conoscenza dell’Italia non va molto oltre le cartoline illustrate per turisti, dimostra inequivocabilmente la paura e l’insicurezza di un governo costretto a vantare pubblicamente meriti immaginari e successi di fantasia per ostentare forza laddove emergono impietosamente debolezza e assoluta mancanza d’idee.
Se i giudizi di Newsweek, secondo i quali Berlusconi starebbe offrendo agli italiani la sicurezza economica che chiedono con il suo pugno di ferro in un guanto di velluto, possono essere in parte scusabili con l’evidente ignoranza degli affari italici da parte di chi ha redatto l’articolo, ben meno scusabile risulta il “belare” dei giornali e delle TV di casa nostra riguardo ai primi 100 giorni dell’esecutivo, descritti come un successo con le motivazioni più svariate che hanno in comune il solo fatto di non trovare alcun riscontro nella realtà dei fatti.

La manovra finanziaria messa in cantiere e descritta a più riprese come “rivoluzionaria”, al di là di alcune trovate pubblicitarie e populiste, come la Robin tax e le carte di credito prepagate per gli anziani, si manifesterà esclusivamente come un’operazione di sistematico taglio della spesa sociale e dei servizi ai cittadini, con il triste corollario della regalia fatta ai privati della gestione dei servizi pubblici locali di primaria importanza quali acqua, gas e trasporti.

Il pacchetto sicurezza presentato come un disegno ambizioso finalizzato a far “dormire sonni tranquilli” agli italiani ha partorito l’immunità per le più alte cariche dello Stato, le uniche che i sonni tranquilli li dormiranno davvero. Per il resto un coacervo di norme contraddittorie e confusionarie fra le quali spiccano la militarizzazione delle città italiane, il contestato (e in buona parte abortito) tentativo di prelevare le impronte digitali dei rom e quello meno contestato ma sicuramente destinato ad andare a buon fine di prelevarle a tutti gli italiani.
Secondo le parole dello stesso ministro Maroni nei primi 10 giorni i militari adibiti ai compiti di ordine pubblico avrebbero arrestato 37 persone, delle quali 33 extracomunitari, mentre sempre secondo le parole di Maroni nei primi 7 mesi dell’anno (compresi i primi 100 giorni del governo Berlusconi) gli sbarchi di immigrati clandestini in Italia sono raddoppiati rispetto all’analogo periodo del 2007 passando da 8266 a 15378. Un grande successo davvero.

La farsa dei rifiuti di Napoli, vaporizzatisi miracolosamente non appena la triade Berlusconi – Bassolino – Impregilo ha ordinato agli spazzini di andare nelle strade a recuperarli, ha rappresentato un vero insulto all’intelligenza, nonostante su Newsweek venga descritta come un miracolo del Cavaliere. Il ministro Brunetta ha iniziato una vera e propria crociata contro i dipendenti statali i cui frutti tangibili si possono leggere nella netta diminuzione dei giorni di assenza per malattia da parte dei lavoratori “terrorizzati”, giorni che scenderanno a zero allorquando Brunetta riuscirà nell’intento di sostituirli con dipendenti precari che non avranno neppure diritto alla mutua. Il ministro degli Esteri Frattini è riuscito, cosa mai verificatasi a memoria d’uomo, a dirimere una grave crisi internazionale come la guerra fra Ossezia e Georgia, pur restando comodamente adagiato su un lettino sotto il sole delle Maldive. Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo in 100 giorni non ha ancora praticamente prodotto nulla, ma conoscendo la sua competenza in materia probabilmente è meglio così. Il ministro Scajola autore di sistematici insulti nei confronti dei morti sul lavoro è riuscito a “riportare” il nucleare in Italia nel momento in cui nelle centrali atomiche francesi si verifica una fuga radioattiva dietro l’altra. Giovanardi litiga con Famiglia Cristiana definendola un giornale “cattocomunista”. Il ministro La Russa promette l’invio dell’esercito in Georgia all’amico Bush, dimenticando che gli ultimi sodati a disposizione (dopo quelli schierati in Bosnia, in Afghanistan, in Libano e in qualche altra mezza dozzina di parti del mondo) sono nelle strade ad espletare funzioni di ordine pubblico o posti a guardia delle infrastrutture per contrastare i cittadini che protestano.

Si potrebbe continuare a lungo a tessere le lodi del Cavaliere e del suo ispirato governo in questi primi miracolosi 100 giorni, ma in questo modo si rischierebbe di non comprendere per quale arcana ragione in Italia, nonostante cotanta espressione di arti magicali, le cose continuino ad andare male come e più di prima. I salari dei lavoratori italiani continuano ad essere i peggiori d’Europa, gli stipendi dei parlamentari al contrario restano i più alti d’Europa, il crollo dell’economia continua senza sosta, l’inflazione galoppa ed il potere d’acquisto dei cittadini scende drammaticamente sempre più in basso, non si contano le aziende che chiudono i battenti e tutte le aziende (pubbliche e private) licenziano i dipendenti per inseguire qualche briciola di redditività.
E’ molto difficile riuscire ad afferrare i contorni del miracolo dei primi 100 giorni del governo Berlusconi, ma diventa assai più semplice immaginare appena dietro l’angolo la sagoma di Waterloo, quanto mai realistica dal momento che le premesse ci sono tutte.
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

Italia il regime s'offende

 

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic

 

 
Settimana di ferragosto. La più povera estate degli ultimi quindici anni sta per volgere al termine. Profittando dell’infausto momento di pausa, si cerca di tirar le somme per questi primi 100 giorni di governo-Berlusconi. A sorpresa, arriva l’elogio del settimanale USA Newsweek. Nel ripercorrere i momenti salienti di questo primo scorcio di legislatura, la rivista d’oltreoceano parla di “miracolo”. “Dallo stato d’emergenza per combattere l’immigrazione clandestina, alla legge per la raccolta delle impronte digitali dei rom - sostiene Jacopo Barigazzi - il cavaliere ha fatto l’impossibile”. Ma l’entusiasmante analisi statunitense non incontra il seguito sperato. Tra l’altro, rimane il sospetto di qualche malizioso sull’effettiva “criticità del pezzo”. Jacopo Barigazzi (anatomista, clinico e chirurgo cinquecentesco) risulterebbe infatti, un banale quanto enigmatico pseudonimo.

In realtà, l’attività del quarto esecutivo del cavaliere continua ad essere duramente criticata e, a dispetto dei sondaggi trionfali, che vedono Berlusconi in piena luna di miele con l’elettorato, le fila dei detrattori s’ingrossano giorno dopo giorno. Così, dopo le denunce europee e le contestazioni dell’ONU, nella lista nera dell’esecutivo, finisce per sbucare anche il nome di Famiglia Cristiana. Sin dalle prime ore, il settimanale paolino aveva concesso ampio credito al cavaliere, esaltandone i discorsi alle camere e plaudendone i primissimi passi. Solo in seguito era riuscito a coglierne gli interessi sfacciatamente personali, e solo allora aveva iniziato a criticarne apertamente le intenzioni.

Nonostante l’iniziale leggerezza però, la rivista cattolica sembra essere, ora, in prima linea. Punzecchia il governo tanto da far quasi invidia a Veltroni. “Se sulla giustizia Berlusconi ha ottenuto le norme che lo interessavano - tuona Beppe Del Colle in un editoriale di lunedì scorso - Bossi attende settembre per l’agognata riforma sul federalismo fiscale”. Arriva dunque la strigliata al “presidente spazzino”, le cui misure sulla sicurezza, minacciano di scatenare una “guerra tra poveri” in un “paese da marciapiede”, in cui “l’inutile gioco dei soldatini” non nasconde la realtà delle cose. “Si cerca di gettare un po’ di fumo negli occhi, per nascondere all’opinione pubblica l’incapacità di dare risposte concrete” attacca Don Sciortino (dal ‘99 alla guida del periodico) in un’intervista a La Stampa.

E’ l’inizio di una rissa. La maggioranza passa subito alla controffensiva. Il primo dei fucilieri Pdl, è il solito Maurizio Gasparri, che va subito all’assalto: “C’è da tempo una ridicola voglia di protagonismo da parte di chi dirige male un giornale che non rappresenta le gerarchie della Chiesa. Un periodico cristiano solo di nome, che in realtà è criptocomunista”. “Usino un linguaggio cristiano, se non democristiano”, ironizza il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. “Il colpo di calore ha fatto la propria vittima anche quest’anno” s’agita Isabella Bertolini. Ma il settimanale paolino non molla e, citando un rapporto dell’organizzazione Esprit, si augura “non sia vero il sospetto” che in Italia stia rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Poi al TG3 Don Sciortino aggiunge: “Sono sorpreso di queste reazioni. Ogni cittadino dovrebbe poter valutare l’operato del governo, in un paese normale questo fa parte di un libero dibattito, di un libero confronto”. Le repliche sono immediate e all’altezza della peggior trattoria. “Questo giornale sta perdendo colpi. Il suo direttore se ne sta beatamente a cullarsi sulle onde di Marettimo e in questo contesto parla di pericolo fascista” accusa La Russa. Gasparri minaccia querele. “Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle”, tuona Giovanardi.

Il solito “pregiudizio ideologico”, l’ennesima riprova dell’immancabile “visione parziale”. Mario Giordano, dalle colonne de il Giornale, difende il padrone. “Dite qualcosa di cristiano” invoca. “Se a Ferragosto in redazione non si concedono una pausa, con il prossimo numero forse scopriremo che Berlusconi è stato il mandante delle Fosse Ardeatine e Maroni un kapò ad Auschwitz”. Poi sentenzia fedele: “Se errare è umano e perseverare è diabolico, per Famiglia Cristiana ci vuole l’esorcista”. L’attacco al settimanale cattolico vede scomodarsi anche il Sole24ore. “Crisi in edicola” titola il quotidiano della Confindustria. E’ di turno Carlo Marroni. Lo scenario che riesce a dipingere è a dir poco estremistico: “Negli ultimi anni le cose non vanno tanto bene, c’è una forte crisi di vendite” sostiene. La rivista paolina, dunque, attingerebbe a piene mani dal repertorio “cattocomunista”, e proporrebbe “editoriali al vetriolo” contro il martire di Arcore, al solo scopo di risollevare le vendite.

“Il duce ha sempre ragione” si diceva, e probabilmente le cose non sono molto cambiate. Chi osa criticare il governo viene duramente insultato e, quando gli insulti non riescono a tappare il becco dell’insolente, partono le querele. Si delegittimano i dissidenti per poterli colpire con maggiore facilità, nel silenzio dell’opinione pubblica, che ne giustifica ed accetta le “ragioni”. In seguito, le querele fungono da deterrente per tutti coloro i quali cerchino di emulare le intollerabili irriverenze opposte al regime. Fino ad una manciata di mesi fa, “i silurati” appartenevano ad una sparuta cerchia di “pericolosi sediziosi”, oggi spaventa l’ampliamento progressivo di questa categoria di “colpevoli”, spaventa l’assenza della più elementare forma di pudore, l’assenza d’indignazione nell’opinione pubblica, così assuefatta all’aggressività dei “colonnelli” da ritenerla assolutamente normale. Prenderne coscienza è doveroso, il regime vive d’incoscienza. continua su Altrenotizie
 
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

Usa, Newsweek elogia Silvio Berlusconi «Il miracolo dei 100 giorni»

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
  
 
 
 
 
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

Governo Berlusconi: l'ascesa, i primi giorni...e 'a Carfagna!!!

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
  
 
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics  

Ubesettete! L’Italia surreale del cavalier ramazza

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 
 
  
 
 
Sarà il caldo afoso che ha fatto lievitare una certa pigra, disperata rassegnazione e che ci ha ammollato le ossa, annebbiato le percezioni, infilato in un dormi-veglia imbambolato e immemore, ma il cavaliere in camicia nera, con in mano una ramazza per le strade di Napoli, sembra il frutto di una brutta indigestione. Un brutto sogno, che quando ci sveglieremo scolorerà e svanirà d’incanto, lasciandoci sollevati e sereni ... e invece è vero, è tutto vero! Odddio! Ma come abbiamo fatto ad arrivare a tanto?Ma in che paese siamo? Ci siamo addormentati e ci siamo svegliati come Alice nel “Paese delle meraviglie”? O, colpiti da uno tzunami elettorale siamo finiti come Dorothy nel magico mondo di Oz?

Eh, no. Qui siamo nel grottesco regno di Ubu re, partorito nel secolo scorso dalla fantasia surreale e un po’maligna di Alfred Jarry. Ubu è più di un personaggio di fantasia, di una grottesca marionetta umana, avida di potere e di denaro, ingorda, cinica, brutale e paurosa che rappresenta il piccolo borghese, affascinato dall’idea del potere e della gloria e vile al loro cospetto. Ubu è un personaggio colto dalla realtà, meschino, crudele e repellente, che assomma in sé «tutto quanto di grottesco c’è nell’universo».

Con Ubu Jarry ci porta nell’assurdo regno della “patafisica”, parodia di ogni teoria e metodo scientifico, dove le parole sono scelte per assonanza e non per il reale significato, in un buffo ma raffinato gioco di non-sense. Un sottile gioco intellettuale, un po’ snob, che ha affascinato e sedotto artisti come Duchamp, Man Ray, Andy Warhol, che si è insinuata fra le note di Maxwell’s Silver Hammerdell’album Abbey Road dei Beatles…

Ma oggi, qui, il gioco ha perso intelligenza, smalto, malizia, si è snaturato, l’invenzione surreale è diventata realtà rozza, greve, è scivolata sulla buccia di banana del ridicolo puro, senza alcun filtro di cultura. Nemmeno Jarry avrebbe potuto immaginare tanto: la realtà politica italiana odierna è fuori da ogni possibile previsione e ha dimostrato che il suo ignobile Ubu è solo un dilettante.

Ma che gente vive in questo paese? E’ stata oggetto di qualche incantesimo?Di un maleficio ipnotico che l’ha decerebrata? Magari fosse così.... Nel 1958 uscì in Italia un libro del giornalista americano Vance Packard dal titolo molto intrigante: I persuasori occulti ( The Hidden persuaders). A rileggerlo oggi ci si meraviglia della sua incredibile attualità. Erano quelli gli anni in cui la pubblicità americana era a una svolta e questa svolta aveva il nome di “messaggi subliminali”. Il creatore di questo immenso inganno mediatico fu un pubblicitario allora sconosciuto che si chiamava James Vicary e che pubblicò i risultati di un suo esperimento: il pubblico di un cinema era stato sottoposto a un bombardamento di messaggi subliminali inseriti fra i fotogrammi di un film e indistinguibili a occhio nudo, ma “visti” e registrati dal cervello. Questi messaggi dicevano “mangia pop corn” e “bevi Coca-cola” ed effettivamente i consumi di questi prodotti erano aumentati di oltre il 30%.

Su questa teoria, mai davvero provata, il signor Vicary si costruì una solida fama e una bella fortuna economica. Ebbe sovvenzioni davvero incredibili per quegli anni e costruì una macchina chiamata “tachistoscopio”, in grado di flashare immagini ad un intervallo di 3-10 secondi senza che lo spettatore se ne avvedesse.

Se Vicary era un pubblicitario, Hal Becker era un ricercatore di medicina elettronica della Luisiana, che nel 1978 mise a punto un apparecchio che chiamò Little Black Box : si trattava di una versione aggiornata del tachistoscopio, composta da un mangianastri in grado di ricevere, mixare e trasmettere un segnale audio da due sorgenti separate, una delle quali era percepibile solamente a livello subliminale. I messaggi auditivi erano di natura diversa. Per esempio: in alcuni supermercati insieme alla audibile musica di sottofondo venivano trasmessi messaggi subliminali del tipo “Sii onesto... non rubare...io sono onesto...non ruberò..” e pare che il taccheggio fosse sceso di circa il 35%. Poi naturalmente ci fu chi si ribellò giustamente a questa manipolazione pericolosa, a questo lavaggio del cervello e la pubblicità subliminale fu proibita. Oggi il tachistoscopio è un valido aiuto terapeutico in alcune forme di dislessia.

Ma è davvero finita così? No. Certamente no: anche recentemente negli USA queste tecniche sono state applicate alla competizione politica: nella sfida fra Al Gore e Bush ci fu un episodio incivile, segnalato dal giornale francese Le Monde e poi ripreso dal Time: la parola ”rats” (ratti, schifosi) è apparsa velocemente sopra il programma di Al Gore trasmesso in tv. Beh, non è stata la sola scorrettezza di quella spregiudicata campagna elettorale e nemmeno la più grave!

Se pensate che dica tutto questo perché credo che sia una pratica adottata anche qui in Italia, siete in errore. No, non credo che questo succeda anche qui. No. Come dicevo prima: magari fosse così! La disfatta della sinistra, il suo demenziale sbriciolarsi e l’avanzata di una destra becera, incivile, prepotente e razzista non dipende da messaggi subliminali. Non abbiamo nemmeno questa scusa. In questo paese nel campo della politica, infatti, non si va troppo per il sottile: altro che pubblicità subliminale!

Qui abbiamo Emilio Fede che dal suo tg sputa su tutto ciò che non è forzista. Abbiamo il presidente del consiglio e i suoi fidi che insultano continuamente i propri avversari, in modo volgare e provocatorio. Qui abbiamo palesi infrazioni anticostituzionali, leggi ad personam, menzogne continuate e sconce volgarità, razzismo e abuso di potere.

Per questo viene da chiedersi: ma che gente è quella a cui può andar bene tutto questo? Gente che non si fa mai domande e si beve ogni assurdità?! Si resta perplessi, attoniti, mentre il cavaliere spazza con una ramazza azzurra (subliminale?!) le strade di Napoli e dice che non ci sarà un autunno caldo, perché manifestare contro la finanziaria è come protestare contro la grandine… ( indicativa, però, da un punto di vista psicologico, la scelta del paragone: la finanziaria come la grandine, cioè un accidente naturale devastante..allora è cosciente dello sfascio!!).

Si resta allibiti e inquieti davanti alla scelta di armare i vigili urbani e di mandare l’esercito (attenzione: ormai composto solo da volontari!) nelle città più importanti, umiliando così il corpo di polizia. Ma più terrificante di tutto è il commento del cavaliere "Avevamo promesso più sicurezza e abbiamo fatto dei provvedimenti che danno più sicurezza e tengono sotto controllo l’immigrazione clandestina e che portano l’esercito del bene, i nostri militari, a contrapporsi tra i cittadini e l’esercito del male".

Avete letto bene: l’esercito del bene contro l’esercito del male. Stupide banalità del genere non si erano mai sentite in politica. Il livello è sceso così in basso che ormai viviamo in una dimensione surreale. Siamo finiti nel regno di Ubu, altrochè!

“Ubu re” venne messo in scena nel 1896 al Théâtre de l’Oevre di Parigi e fu un clamoroso insuccesso, ma nonostante questo ci fu chi scrisse “Ubu esiste ormai inevitabilmente”. E’ così: averlo creato, aver rivelato la sua esistenza, descritto la sua natura è divenuto un punto di non ritorno: ora Ubu esiste anche fuori dal suo creatore e noi possiamo vederlo nella sua nudità e riconoscerlo. Ora non possiamo più nasconderci la verità: Ubu esiste ormai inevitabilmente. Mai ci fu più azzeccata e triste profezia. 
 
continua su Liberacittadinanza
Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic
 
 
 

Image and video hosting by TinyPic 

Web statistics